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La Carezza della Dea

Capo Vaticano - Ottobre-Novembre ‘99

Scultura erborea

 realizzata per destrutturazione

     con  gutimo  legno  lana

Foto anTheòs

 

 

 

Amo moltissimo quest’opera, apparentemente semplice e praticamente sconosciuta, realizzata con un fascio di “gutimo”,

ritrovato “per caso”  durante una passeggiata a Santa Maria di Ricadi, presso Tropea,in Calabria.

Ho saputo poi che con questa fibra resistentissima si fabbricavano corde

 Perun mese, nella magica solitudine di Capo Vaticano, proprio di fronte al profilo pietrificato di Manto, la  mitica Profetessa che appare come immersa fino alla testa nelle onde del mare , giorno dopo giorno, rigorosamente a mano, ho sfibrato il  gutimo, destrutturandolo  fino a ridurlo in sottilissimi fili

Alla fine,il mare verde azzurro traspariva  attraverso una tenera, leggerissima , odorosa tendina  

Non appena terminata, sono arrivate le Dame Verdi, forse gelose di quella capigliatura così morbida e profumata ..

 

L’ azione poetica è  nata così, la fresca cascata d’erba  essendo il tramite fra la   Madre Terra  e  i “viventi”.

Vicinissimi al mare, nel tepore del novembre che in quei luoghi sa essere così dolce, i partecipanti, stendendosi uno alla volta  sul prato, al di sotto dell’opera, hanno potuto ricevere direttamente sulla pelle  dorata dal sole autunnale la carezza della Dea

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Complici il sole leggero, la speciale luminosità, la quiete del momento e la musica delle onde, tutti i presenti hanno vissuto un’esperienza panica

Con gli occhi chiusi, si sono lasciati sussurrare messaggi dal vento, mentre  le Fate aeree comunicavano  loro il senso dell’ estatica compenetrazuione con la natura, l’incontro con l’armonia e  con la bellezza…

Un’opera effimera?

Ma è proprio  la caducità, che è nell’ordine naturale delle cose, ad insegnarci a godere della vita, qui ed ora

E poi, come ci ricorda Rainer Maria Rilke, forse la vera eternita’ non attiene alle opere, seppure monumentali , dell’uomo ,che sono tutte, anche le più’ grandiose, destinate ad andare in rovina ; la vera eternita’ appartiene alla rosa, che , nonostante la sua estrema fragilita’, sempre e sempre, eternamente rinasce, quelle rovine ricoprendo.

E’ forse questo il senso della mia piccola, dolcissima Carezza?

Teri Volini