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Il Velo Numinoso

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E' a un velo sacrale che - nel 9° anno del nuovo millennio - approda la mia ricerca artistica e personale Ri Vel Azione (2000-2008); tramite esso, pur non disconoscendo le precedenti esperienze ed attribuzioni simboliche relative al Velo, le trascendo tutte per una rinnovata e più produttiva interpretazione.

Il Velo Numinoso assume un valore speciale, propositivo: prelude a un rinnovamento. Quando sentiamo con forza tutto il fastidio e l'assurdità di un clamore mondano stordente e delirante, esso può isolarci dal circostante e permetterci di ritrovare noi stesse, noi stessi.

Tradizionalmente si pone un panno bianco sulla ciotola della pasta di pane, per favorirne la lievitazione: allo stesso modo, il Velo numinoso potenzia tutto ciò su cui è posto, e, nel caso dell'umano, fa compiere straordinarie fermentazioni della psiche e dell'anima.

Sotto la protezione di questo benefico velo, potremo riflettere indisturbate/i, destrutturare la vecchia energia e laboriosamente ritesserne di nuova, di restaurata, e al termine di una simile elaborazione, sarà più facile riappropriarci della vita originale, pensata e fatta da noi, al posto di quella usurata, mistificata, indotta.

Lo straordinario è che questo velo è invisibile: lo indossiamo quando vogliamo, ogni volta che ne sentiamo il bisogno, o il piacere, e sta a noi comunicare o meno all'esterno il nostro particolare stato. Tramite questo Velo prezioso, una fresca ondata creativa ci investirà, traducendosi in speciali intuizioni, serenità, rinnovata ispirazione, idee e azioni coraggiose e non stereotipate.

Un simile velo lievitante è in sé una iniziazione, e sottintende un appartarsi dal mondo, un allontanamento da esso, per ritornarvi avendo una vista più chiara e una maggiore compiutezza: alcuni la chiamano saggezza, e rappresenta il raggiungimento di un superiore livello di evoluzione della coscienza, che può prevedere anche la solitudine; una solitudine tuttavia sontuosa, fertile, con cui nutriamo la nostra nuova vita; una solitudine feconda, ben lontana da ogni tristezza ed emarginazione.

Tutto questo ha una irrinunciabile condizione: perchè non sia aderente a vecchi schemi, quindi ambiguo, disarmonico, tragico o improduttivo, dev' essere liberamente scelto, profondamente consapevole e attivo; non imposto da nessuno, nemmeno da noi stesse/i, dalle nostre idee meno evolute, dalle parti di noi più fragili, masochiste o disposte a patire il plagio.

Con queste premesse, lo stato velato diventa luogo privilegiato, segnale mistico, sublime eppure umanissimo, perché non ci costringe ad abbandonare il mondo, ma a guardarlo dalla giusta distanza, permettendoci di trarne nuova visione e di esplorare tutte le nostre potenzialità, in modo da incidere con intelligenza, sagacia e compassione nel reale.