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Il Respiro dell’Universo vivente

Il Cosmo - ciò che ha origine dal Caos, ma se ne differenzia perchè esprime la possibilità di sistemare e organizzare - costituisce il modello archetipico che il genere umano segue nel suo agire, orientando la materia e l’energia verso i suoi progetti.

La tensione all’assoluto, la perfezione e la totalità sono una spinta insopprimibile della psiche umana che, anche se destinata a perenni frustrazioni, archetipicamente manifesta l’idea di perfezione e completezza…

Dario Valcarenghi, Storia del Kilim Anatolico. Electa, Milano, 1985, pag.39

Poiché l’idea cosmica della rinascita nacque dall’osservazione degli astri, la prima immagine mitica del mondo deve essere stata proprio quella di una Stella… Cfr. Jutta Voss, La Luna Nera Red Edizioni, Como 1996. p. 165

Questo accadeva in un tempo in cui prevaleva l’ immagine di un mondo vissuto con la profonda coscienza di un ordinamento ciclico di vita morte e rinascita, in una continua rigenerazione, ben diverso da quello successivo, basato su quello lineare...

Nel simbolo della Stella viene rappresentata l’autorevolezza di un ordine simbolico femminile, corrispondente a una divinità onorata per la sua capacità di far nascere e perpetuare la vita in tutte le sue forme.

La Stella, per il suo incommensurabile potere simbolico, ha subito una sorte simile ad altri importanti simboli, come la croce, la svastica etc.

Rappresentando l’eterna discendenza di un popolo, essa è stata talvolta presa a prestito: risulta infatti universalmente presente nelle fiabe come difesa dalle persecuzioni e dal male in genere; il cerchio di punti, perle o diadema di stelle di tante rappresentazioni ancestrali della divinità femminile – stella a 5, 6, 8 punte – diventa ad esempio la corona di stelle della madonna…

Ma più spesso la Stella è stata usurpata e il suo significato è stato trasformato in senso patriarcale, ad esempio in campo militare dove è stata associata al valore guerresco: essa infatti appare sulle uniformi militari in tanto maggiore copia quanto maggiore è stato il sangue versato.

Malgrado la deformazione e il pervertimento del suo significato, la stella continua comunque ad essere un segno di autorità nel mondo. Cfr. Jutta Voss, Op.Cit, p. 172


 

Stella di Vajravarhahi e Stella di Hacilar

La rappresentazione simbolica del Cosmo


La Stella di Vairavarahi, come tanti altri sacri simboli ancestrali usurpata e modificata in senso patriarcale, è diventata un simbolo di possesso territoriale.

Difatti la stella nota come Stella di Davide e/o Sigillo di Salomone in realtà esisteva da molto tempo: era la stella rossa a sei punte, mandala della dea prevedica Vajaravarahi già tremila anni fa .

Vajra significa diamante, che in Asia è anche simbolo della stella.

Il rosso, colore associato alle mestruazioni – un tempo tabù solo in senso sacrale, non ancora degenerato nel concetto di impurità - era simbolo di vita nella continua rigenerazione…

La Stella di Vajravarhahi è formata da due triangoli, uno con il vertice in alto e uno con il vertice in basso; essi formano una stella a sei punte, in cui l’energia si rivolge verso l’esterno: partendo dal centro sembra espandersi, esplodere tutt’intorno a se.

La Stella di Hacilar - simbolo ancestrale, presente nelle testimonianze archeologiche risalenti a circa 8000 anni - testimonia la presenza della percezione da parte dei nostri antenati di quella com-unione che rende l’essere umano tutt’uno con il cosmo immenso.

E’ anch’essa formata da diversi triangoli, ma le punte sono rivolte verso l’interno: la sensazione è di raccoglimento, di riflessione, quasi di implosione a livello energetico.

Ci appare la perfetta corrispondenza con il ritmo fondamentale di contrazione ed espansione alla base di ogni processo vitale - il respirare, il battere del cuore etc.

È il ritmo cosmico, che si rispecchia in quello di tutti gli organismi viventi.

Le due stelle ci riportano alla struttura originale di ogni armonia e perfezione: l’Universo vivente.

Esse incarnano la totalità ordinata ed armoniosa, la completezza: la dualità da esse momentaneamente segnalata è di fatto superata dall’idea di infinito espressa dalla comune, vibrante pulsazione.

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Opera in sinergia con il testo poetico omonimo pubblicato nel book UNIVERSI

 

Alcune delle poesie di Teri fanno da contrappunto alle opere pittoriche o performative. 

Potenziare il sentire e le visioni tuttavia lascia che i diversi modi espressivi restino indipendenti fra di loro

le opere poetiche non hanno infatti alcun intento descrittivo delle altre, né queste ultime si propongono di essere illustrative delle prime.  

Ciò che contadel resto è l’equilibrio, il connubio felice che si crea, la sinergia che si produce, in quel tentativo di realizzare l’armonia e la bellezza

che è alla base di tutta la ricerca di Teri.