Pubblicazioni in preparazione

I misteriosi Glifi dell' Ager Cuneatus dell'Acropoli di Croccia nella Foresta di Gallipoli-Cognato

 

IL TRIANGOLO

Il secondo simbolo che scorgiamo sulle pietre dell'Acropoli di Croccia Cognato è il Triangolo che vediamo ora inciso diritto, con la punta in alto, ora rovesciato. Ce ne sono sia all'interno della cinta murazia, sia all'esterno, a sinistra dell'ingresso principale...

Il Triangolo è uno dei simboli più antichi, usato già nel Paleolitico. La Gimbutas ci presenta, in una rara immagine, una statuetta triangolare, scolpita nella selce, in cui si nota una forma femminile, risalente a circa 500.000 anni fa ritenuta Heidelbergiana.

Nel periodo Neolitico,e in Bretagna in Irlanda, le tombe venivano costruite con grosse pietre triangolari, così come triangolare si presenta anche la loro pianta. In genere, della stessa forma erano i santuari. Nell'importante sito di Lepenski Vir, in Jugoslavia, ad esempio, uno scheletro era disposto su un triangolo di gesso rosso, dopo essere stato opportunamente ripiegato in modo dell'ombelico, considerato centro del corpo e porta della rinascita, si trovasse al centro del triangolo stesso. . Queste precauzioni, unite al colore rosso sempre presente, ci fanno capire come la sepoltura non fosse disgiunta da un preciso rituale di rigenerazione: la tomba, cioè, non era considerata altro che un grembo (1'utero della Madre Tetra) dal quale si sarebbe rinati.

Il rosso simboleggiava il potere del sangue femminile della rigenerazione, il sangue ciclico della mucosa uterina, che quella cultura assimlava alla vita, e che considerava, a ragione, l'unico sangue puro, non derivando né da violenza, né da malattia, né da uccisione . Il santuario stesso di Lepenski Vir che si trova sul Danubio ,vicino Belgrado , era costnuto con dei grossi blocchi di pietra, ed ha tuttora la forma di un grande triangolo . Tutt'intorno alla parte sacrale, dove presumibilmente era situatol'altare, erano disposte delle pietre anch'esse a forma di triangolo con delle sporgenze verso l'alto una specie di A capovolta o un "delta" con delle specie di sporgenze ai due lati...un triangolo con le corna . .

Anche qui i pavimenti sono di gesso rosso, e la datazione li riporta a circa 8.000 anni fa.

Numerosi amuleti a forma triangolare in materiali diversi pietra, argilla, ossa, sono di norma ritrovati in tombe e grotte, e così su pesi da telaio , e l'elenco potrebbe continuare (Cfr. Gimbutas op. cit. p. 238). Ma, anche senza queste testimonianze e le osservazioni che ne derivano, si capisce che il singficato rigeneratore del triangolo è insito nel suo rappresentare la vulva, il pube femmimle. Questa rappresentazione , nell' "antichissima antichita" è presente dovunque, e di certo non in maniera casuale.

Il Triangolo rappresentava sia un concetto astratto generale riferito alla potenza vitale e alla fertilità sia un riferimento preciso al femminile reale.

È la pars pro toto, la parte che rappresenta tutto, simboleggiando sia la donna, il suo potere rigenerativo, sia la terra, sia la potenza vitale in se stessa.

Tale raffigurazione deriva la massima efficacia comunicativa dal fatto che non è ' naturalistica", bensì schematica, astratta, a dimostrazione ulteriore dell' "intelligenza", di quelle antiche popolazioni che esprimevano i loro concetti con segni precisi e attinenti.

Del resto per la maggior parte le irnmagini riferite a quei tempi remoti trasmettono un senso di rispetto per la vita e la sessualità, specificamente femminile, e di conseguenza per il mondo naturale, ed è forse questo il motivo di quella nostalgia per il "paradiso terrestre" a cui le culture successive, che lo avevano ormai perduto, hanno cercato in vario modo di riportarsi, tentando di ricostruirne iI ricordo con i più diversi miti...

Continua...